venerdì 29 gennaio 2010
venerdì 8 gennaio 2010
sabato 26 dicembre 2009
BUONE FESTE!
AUT augura a tutti voi
un BUON NASALE (con lieve ritardo)
ed un FELICE NANO NUOVO (con discreto anticipo)!
un BUON NASALE (con lieve ritardo)
ed un FELICE NANO NUOVO (con discreto anticipo)!
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aut
lunedì 14 dicembre 2009
AUT A CENA

AUT organizza:
il 19 Dicembre, alle ore 20, in Sala Delle Associazioni a Camazzole di Carmignano
AUT A CENA - prezzi modici \ porzioni abbondanti
8 euro ragazzi \ 6 euro ragazze
Tessera AUT obbligatoria (2 euro)
PER ISCRIZIONI, INFO E PAGAMENTO:
Mairon 3339230929
Roberto 3386429662
Mario 3386767303
Pette 3284076119
ISCRIZIONI ENTRO E NON OLTRE IL 16 DICEMBRE!!!
postserata con DJ SET al BLACK & WHITE
accorri numeroso!
il 19 Dicembre, alle ore 20, in Sala Delle Associazioni a Camazzole di Carmignano
AUT A CENA - prezzi modici \ porzioni abbondanti
8 euro ragazzi \ 6 euro ragazze
Tessera AUT obbligatoria (2 euro)
PER ISCRIZIONI, INFO E PAGAMENTO:
Mairon 3339230929
Roberto 3386429662
Mario 3386767303
Pette 3284076119
ISCRIZIONI ENTRO E NON OLTRE IL 16 DICEMBRE!!!
postserata con DJ SET al BLACK & WHITE
accorri numeroso!
domenica 6 dicembre 2009
lunedì 30 novembre 2009
TUTTI A TEATRO

tratto da http://www.labuoncostume.com/
Immaginate una costruzione semplice, di pianta poligonale o circolare, in legno o in pietra, a cielo aperto. Al centro di questa, che una volta era un’arena, abbiamo il palcoscenico, circondato tutt’intorno da un’ampia corte. Su tre lati si distende la confusione della platea, solo una zona a ridosso dell’edificio è riservata agli attori. Attori sì, poiché avrete già capito che l’oggetto della nostra approssimativa descrizione è un teatro. Gli spettatori altolocati, che vogliano mantenere una certa distinzione, hanno a disposizione i loggioni. Ma concentriamoci più a fondo sulla zona centrale, sul palco. Non vi è alcuna divisione tra palcoscenico e platea, nessun arco di proscenio, nessun sipario a nascondere gli attori. Ma vi è certo una precisa consapevolezza dei rispettivi ruoli, a fare in modo che compagnia e pubblico non si mischino: ognuno resta al proprio posto, nessuno si permette di sconfinare – il pubblico è partecipe dell’opera, ma in forme e mode precisi, stabiliti. Regna un forte senso del limite, ma ribadiremo questo concetto più avanti, per contrasto. Adesso passiamo al fulcro vero e proprio: la zona calpestata dai piedi di chi recita. Il palcoscenico è spoglio, nessuna scenografia movimenta un fondale che rimane vuoto; la resa dello spettacolo è affidata alla bravura degli attori e alla forza del testo, la capacità immaginativa al pubblico. Lo spettacolo comincia e termina.
Ora immaginate una situazione analoga, ma capovolta nei suoi aspetti fondanti. La struttura portante rimane la stessa mentre i modi e i ruoli si modificano radicalmente. Ci caliamo ancora una volta dall’alto dentro il teatro, ma lo spettacolo che colpisce – è proprio il caso di dirlo, colpisce – i nostri occhi è mutato: il palcoscenico è sommerso di colori e musiche, subissato di costumi variopinti, fondali di vegetazione lussureggiante, bigiotteria e disparati oggetti luccicanti. Ma non manca la gente, no di certo: scorgiamo un’infinita processione di uomini e donne in costumi ricchissimi e particolari, ridono e si beccano a vicenda. Si rincorrono, si nascondono in tutti gli angoli, e sono dappertutto. Non si capisce affatto dove cominci il palco e dove finisca la platea, nessuna linea di demarcazione, mancanza totale di confini nitidi. Un’altra cosa: non distinguiamo nemmeno una parola, solo un insopportabile rumore, un’accozzaglia di note di fiati e urla sgraziate. Una festa, un trionfo insomma, ma solamente in superficie. A uno sguardo più attento ci accorgiamo che manca qualcosa di fondamentale: non vediamo nemmeno un attore. Vediamo soltanto gente, folla, mucchi di arti e teste avvolte in pesanti cappelli. Mancano gli attori, mancano delle voci distinte, nessuna recita un testo. Gridano e basta. E pubblico e attori si confondono, e se non recita nessuno si potrà dire che tutti recitano,e se ci si chiede cosa recitano piombiamo nello sconforto ricordando che manca un testo da recitare.
Ora ci basta collocare le due situazioni nel tempo e forse questa descrizione tanto vaga e indefinita assumerà qualche tratto nuovo, magari un risvolto interessante a cui non pensavate: nella prima situazione qualcuno avrà riconosciuto un modello approssimativo di teatro elisabettiano (secoli XVI-XVII); per quanto riguarda la seconda invece, vedeteci un’immagine della televisione commerciale italiana attuale. Ora possiamo ribadire alcuni aspetti importanti e tentare di concludere questa noiosa ma necessaria riflessione: a proposito del primo caso avevamo notato un forte senso del limite, che manteneva intatta la separazione attori-pubblico in nome di una più alta necessità: portare a compimento lo spettacolo. Inoltre notevole era il vuoto che caratterizzava il palco, e la conseguente necessità per gli attori di creare il mondo dell’opera attraverso la voce e il gesto. Gli attori avevano una precisa competenza, che li identificava come tali, in opposizione alla folla del pubblico. Guardiamo invece alla televisione commerciale – e non solo commerciale – di oggi in Italia: dove sta il limite? Dove sta la consapevolezza di un ruolo? Dove sta la competenza? Cosa differenzia pubblico e attori? Quali mondi vengono evocati? Quale testo agisce in sottofondo?
Niente interviene a separare il pubblico dagli attori, ma chiamiamoli figuranti e saremo più precisi. Per apparire – non recitare sia chiaro – non è prevista nessuna competenza necessaria, nessuna qualità discriminante. Semmai tutto il contrario. Necessario è uniformarsi ai canoni di una presunta normalità-mediocrità, che tutto annulli in nome di una superiore missione umanitaria: tutti possono, e al più presto devono, apparire in televisione, raggiungere la notorietà, provare l’ebbrezza di stare dall’altra parte del teleschermo. Quindi siamo tutti potenziali attori e potenziale pubblico allo stesso tempo. E badate a una cosa importante: nessun mondo altro – mi viene da dire nemmeno il nostro mondo, quello in cui sopravviviamo – viene evocato da queste luccicanti telecamere. Si riprende un campione ristretto di mediocrità, lo si eleva all’assoluto e lo si propone, e nemmeno poi molto velatamente, come modello. Si improvvisa, e questa improvvisazione viziata e volgare si costituisce in libro, un libro purtroppo ai primi posti nella classifica di molti.
Sono consapevole di aver alterato ed esasperato certi momenti descrittivi per portare la riflessione verso la direzione da me voluta; i conoscitori del mondo teatrale siano così gentili da scusare questo mio difetto, e da correggere gli errori se presenti.
Ora immaginate una situazione analoga, ma capovolta nei suoi aspetti fondanti. La struttura portante rimane la stessa mentre i modi e i ruoli si modificano radicalmente. Ci caliamo ancora una volta dall’alto dentro il teatro, ma lo spettacolo che colpisce – è proprio il caso di dirlo, colpisce – i nostri occhi è mutato: il palcoscenico è sommerso di colori e musiche, subissato di costumi variopinti, fondali di vegetazione lussureggiante, bigiotteria e disparati oggetti luccicanti. Ma non manca la gente, no di certo: scorgiamo un’infinita processione di uomini e donne in costumi ricchissimi e particolari, ridono e si beccano a vicenda. Si rincorrono, si nascondono in tutti gli angoli, e sono dappertutto. Non si capisce affatto dove cominci il palco e dove finisca la platea, nessuna linea di demarcazione, mancanza totale di confini nitidi. Un’altra cosa: non distinguiamo nemmeno una parola, solo un insopportabile rumore, un’accozzaglia di note di fiati e urla sgraziate. Una festa, un trionfo insomma, ma solamente in superficie. A uno sguardo più attento ci accorgiamo che manca qualcosa di fondamentale: non vediamo nemmeno un attore. Vediamo soltanto gente, folla, mucchi di arti e teste avvolte in pesanti cappelli. Mancano gli attori, mancano delle voci distinte, nessuna recita un testo. Gridano e basta. E pubblico e attori si confondono, e se non recita nessuno si potrà dire che tutti recitano,e se ci si chiede cosa recitano piombiamo nello sconforto ricordando che manca un testo da recitare.
Ora ci basta collocare le due situazioni nel tempo e forse questa descrizione tanto vaga e indefinita assumerà qualche tratto nuovo, magari un risvolto interessante a cui non pensavate: nella prima situazione qualcuno avrà riconosciuto un modello approssimativo di teatro elisabettiano (secoli XVI-XVII); per quanto riguarda la seconda invece, vedeteci un’immagine della televisione commerciale italiana attuale. Ora possiamo ribadire alcuni aspetti importanti e tentare di concludere questa noiosa ma necessaria riflessione: a proposito del primo caso avevamo notato un forte senso del limite, che manteneva intatta la separazione attori-pubblico in nome di una più alta necessità: portare a compimento lo spettacolo. Inoltre notevole era il vuoto che caratterizzava il palco, e la conseguente necessità per gli attori di creare il mondo dell’opera attraverso la voce e il gesto. Gli attori avevano una precisa competenza, che li identificava come tali, in opposizione alla folla del pubblico. Guardiamo invece alla televisione commerciale – e non solo commerciale – di oggi in Italia: dove sta il limite? Dove sta la consapevolezza di un ruolo? Dove sta la competenza? Cosa differenzia pubblico e attori? Quali mondi vengono evocati? Quale testo agisce in sottofondo?
Niente interviene a separare il pubblico dagli attori, ma chiamiamoli figuranti e saremo più precisi. Per apparire – non recitare sia chiaro – non è prevista nessuna competenza necessaria, nessuna qualità discriminante. Semmai tutto il contrario. Necessario è uniformarsi ai canoni di una presunta normalità-mediocrità, che tutto annulli in nome di una superiore missione umanitaria: tutti possono, e al più presto devono, apparire in televisione, raggiungere la notorietà, provare l’ebbrezza di stare dall’altra parte del teleschermo. Quindi siamo tutti potenziali attori e potenziale pubblico allo stesso tempo. E badate a una cosa importante: nessun mondo altro – mi viene da dire nemmeno il nostro mondo, quello in cui sopravviviamo – viene evocato da queste luccicanti telecamere. Si riprende un campione ristretto di mediocrità, lo si eleva all’assoluto e lo si propone, e nemmeno poi molto velatamente, come modello. Si improvvisa, e questa improvvisazione viziata e volgare si costituisce in libro, un libro purtroppo ai primi posti nella classifica di molti.
Sono consapevole di aver alterato ed esasperato certi momenti descrittivi per portare la riflessione verso la direzione da me voluta; i conoscitori del mondo teatrale siano così gentili da scusare questo mio difetto, e da correggere gli errori se presenti.
Giacomo Morbiato
giovedì 26 novembre 2009
Aut presenta: TORNEO DI PES2010 (X-Box 360)
(X-Box 360°)
12 & 19 dicembre, Carmignano di Brenta (ex scuole medie dei Boschi)
12 Dicembre: gironi eliminatori dalle 14 alle 20
19 Dicembre: fasi finali dalle 14 alle 19
Iscrizione: 3 euro + tessera Aut
Premi per i primi tre classificati
Per Iscrizioni:
Manuel 3473977029
Michele 3473538147
autassociazione@gmail.com
12 & 19 dicembre, Carmignano di Brenta (ex scuole medie dei Boschi)
12 Dicembre: gironi eliminatori dalle 14 alle 20
19 Dicembre: fasi finali dalle 14 alle 19
Iscrizione: 3 euro + tessera Aut
Premi per i primi tre classificati
Per Iscrizioni:
Manuel 3473977029
Michele 3473538147
autassociazione@gmail.com
domenica 22 novembre 2009
Recensione di Emmaus (di A. Baricco)

recensione tratta da http://www.labuoncostume.com/
Una vita. Tante vite. O l’esistenza tutta. Non è importante discernere il singolo dal plurimo, ma sommare varie esperienze – nella loro diversità, in un unico destino.
Non sono poi così diversi due ragazzi, anche se presi in realtà completamente differenti: un giovane, appartenente alla piccola borghesia, preimpostato negli atteggiamenti da un’educazione materna sin troppo conforme alla norma religiosa – l’educazione della media società – e una ragazza, Andre, ricca, disinibita, in lotta col mondo e con sé stessa, alla ricerca di una via d’uscita, quella stessa via d’uscita alla quale ambisce chiunque nella propria vita, il più delle volte inconsciamente
La libertà di pensare, di agire, persino di volere: tutto è regolato, mediato dalla religiosità, dalla fede, ciò di cui poco si sa e altrettanto poco si potrà concepire durante la vita. Accade così che Il Santo, o Luca, o Bobby si ritrovino sulla strada della perdizione, in un cammino lungo e tortuoso che li ha visti passare dal palcoscenico della Chiesa a quello del rifiuto del comune, dalla sinfonia divina alla nevrastenia della vita, da un involucro argenteo a una strada sterrata.
La sofferenza pare essere l’unica vera discriminante della vita, nella sua interezza. La vita parallela, imposta dai genitori, diviene filtro fallace, incapace di celare con ogni effettività la realtà delle cose. E’ dunque necessario concepire tutto come volere di un’entità superiore e lasciare ad altri, o forse al male, il vero.
Con la crescita vengono a toccarsi due mondi: la bolla di vetro viene a scontrarsi con l’ago irsuto dell’immanenza; comincia un nuovo processo, ma nello stesso cammino di vita. E accade dunque che si scopra ciò di cui il padre abbia sempre cercato di negare l’evidenza, di cancellare gli indizi: l’alcool, la droga, il sesso e il male di vivere.
Si impara l’arte del maligno e se ne fa tesoro, quando non ci si trova a scontrarsi (con essa? Cosa vuoi dire?). L’attrazione per ciò che non era mai stato cresce irrimediabilmente. Ed è sulla strada che porta ad Emmaus che cominciano le domande a cui si vuole trovar risposta; domande tardive che portano, in definitiva, a lacerare il cordone ombelicale. Ciò che pareva vita viene identificato come un lungo e inevitabile processo di morte, in cui il suicidio (tentato) non è volontà del Signore, ma ultimo atto di unione col male. Nulla è regolato dal bene e quindi mi è chiaro che non morirò mai – se non in gesti passeggeri e in momenti dimenticabili. Né dubito che più tagliente di qualsiasi paura si svelerà il mio andare.
Lucido ed introspettivo nel commentare le piaghe di vite troppo comuni, Baricco astrae dalla realtà concreta verso un piano parallelo, ricco di reminescenze evangeliche e precetti di fede. Quello stesso piano parallelo nel quale vengono cullati gli infanti, ancora in fasce, diviene il punto di partenza del peccato originale (e sempre ripetuto) dell’umanità, costantemente alla ricerca della gioia nel peccato e del pentimento, che altro non è se non il principio di un nuovo sbandamento.
Gianluca Anoè
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sabato 14 novembre 2009
domenica 8 novembre 2009
Aut Consiglia: La Buoncostume
E' finalmente on-line il sito www.labuoncostume.com.
Primo esperimento, primi contenuti, prima grafica.
Molto presto ci saranno aggiornamenti!
Primo esperimento, primi contenuti, prima grafica.
Molto presto ci saranno aggiornamenti!
lunedì 2 novembre 2009
AUT CONSIGLIA - I LINK DEL MESE DI NOVEMBRE
http://www.mystreaming.eu/forum/streaming.html
In questo sito potrete trovare TUTTI i telefilm usciti in Italia (e pure alcuni inediti), visibili gratuitamente grazie al servizio streaming; inoltre potete trovare un gran numero di cartoni animati, film e programmi televisivi andati in onda negli ultimi anni.
http://www.poodwaddle.com/worldclock.swf
L'orologio del mondo. Vedere per credere. (sito in inglese)
http://www.coinhop.com/Altri/gioco-6044-Pandemic-2.html
Fantastico giochino in cui dovete creare la vostra malattia pandemica personale, da potenziare e crescere amorevolmente. Obiettivo del gioco è, chiaramente, quello di sterminare l'intera popolazione mondiale. Particolarmente indicato per gli appassionati di medicina e per i fan dell'H1N1.
In questo sito potrete trovare TUTTI i telefilm usciti in Italia (e pure alcuni inediti), visibili gratuitamente grazie al servizio streaming; inoltre potete trovare un gran numero di cartoni animati, film e programmi televisivi andati in onda negli ultimi anni.
http://www.poodwaddle.com/worldclock.swf
L'orologio del mondo. Vedere per credere. (sito in inglese)
http://www.coinhop.com/Altri/gioco-6044-Pandemic-2.html
Fantastico giochino in cui dovete creare la vostra malattia pandemica personale, da potenziare e crescere amorevolmente. Obiettivo del gioco è, chiaramente, quello di sterminare l'intera popolazione mondiale. Particolarmente indicato per gli appassionati di medicina e per i fan dell'H1N1.
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novembre
giovedì 29 ottobre 2009
NUOVA RADIO RIVIERA BRENTA
riceviamo e, cordialmente, pubblichiamo:
Oggi 29 Novembre 2009 è il giorno in cui 3 ragazzi hanno realizzato il loro sogno.
Questi 3 ragazzi sono riusciti ad aprire una radio.
Non sanno ancora di preciso se stanno violando qualche norma sulla tutela dei diritti d’autore o se alla fine la SIAE manderà a casa loro una pesante multa, ma sanno per certo che in questo preciso istante la loro radio sta trasmettendo della musica.
Certo, stanno trasmettendo da ormai 4 ore la solita canzone (Tu Lo Sai dei Derozer,ndr) però la stanno trasmettendo. Chi cazzo ha una radio a Carmignano? SOLO LORO! Allora zitti ragazzini che per questa sera i protagonisti sono loro. Da domani ampia rotazione eh! Da dopodomani non si sa! Certo il progetto è ben delineato nella loro mente, questo è solo un trampolino di lancio. Sperano di registrare a breve la loro trasmissione di chiacchiere e deliri da bar, di mandarla in onda, che qualcuno li ascolti e li copra di denaro.
La radio si chiama Nuova Radio Riviera Brenta, in onore alla vecchia Radio Riviera Brenta che trasmetteva dal magazzino a fianco del grande Ceo Pajaro, proprio dove adesso potete trovare le sedie. Di cosa parleranno nella loro trasmissione ancora non lo sanno. Del resto non sanno nemmeno che musica trasmetterà la loro radio, però attualmente ne possiedono una (che gran verbo possedere). L’importante è divertirsi. Pensano con rabbia al fatto che in Italia le cose siano cosi’ complicate. Perché posso vedere il campionato di Serie A in streaming violando chissà quante leggi mentre non posso aprire una cazzo di radio e trasmettere agli abitanti di 40 km quadrati le mie opinioni del giorno? Del resto il più delle volte non sarebbero nemmeno opinioni ma semplici cazzate. Non ci crediamo certo Montale eh. Mi rendo conto di aver cambiato il soggetto dalla terza plurale alla prima plurale, chiedo venia.
Se avete dei consigli sappiateci dire, penso che a breve tappezzeremo Carmignano di adesivi della radio o almeno lo faremo appena avremo un logo. Essi’. Un sogno che si realizza per noi. Abbiamo tanti progetti e speriamo di realizzarne almeno una parte. Sosteneteci, vi preghiamo.
NEL FRATTEMPO UN VECCHIO DISCO DI DE GREGORI GIRAVA NELL’IMPIANTO STEREO…
ndr: potete trovare il link a Nuova Radio Riviera Brenta qui a fianco, un po' più in basso ------------------------------>
Oggi 29 Novembre 2009 è il giorno in cui 3 ragazzi hanno realizzato il loro sogno.
Questi 3 ragazzi sono riusciti ad aprire una radio.
Non sanno ancora di preciso se stanno violando qualche norma sulla tutela dei diritti d’autore o se alla fine la SIAE manderà a casa loro una pesante multa, ma sanno per certo che in questo preciso istante la loro radio sta trasmettendo della musica.
Certo, stanno trasmettendo da ormai 4 ore la solita canzone (Tu Lo Sai dei Derozer,ndr) però la stanno trasmettendo. Chi cazzo ha una radio a Carmignano? SOLO LORO! Allora zitti ragazzini che per questa sera i protagonisti sono loro. Da domani ampia rotazione eh! Da dopodomani non si sa! Certo il progetto è ben delineato nella loro mente, questo è solo un trampolino di lancio. Sperano di registrare a breve la loro trasmissione di chiacchiere e deliri da bar, di mandarla in onda, che qualcuno li ascolti e li copra di denaro.
La radio si chiama Nuova Radio Riviera Brenta, in onore alla vecchia Radio Riviera Brenta che trasmetteva dal magazzino a fianco del grande Ceo Pajaro, proprio dove adesso potete trovare le sedie. Di cosa parleranno nella loro trasmissione ancora non lo sanno. Del resto non sanno nemmeno che musica trasmetterà la loro radio, però attualmente ne possiedono una (che gran verbo possedere). L’importante è divertirsi. Pensano con rabbia al fatto che in Italia le cose siano cosi’ complicate. Perché posso vedere il campionato di Serie A in streaming violando chissà quante leggi mentre non posso aprire una cazzo di radio e trasmettere agli abitanti di 40 km quadrati le mie opinioni del giorno? Del resto il più delle volte non sarebbero nemmeno opinioni ma semplici cazzate. Non ci crediamo certo Montale eh. Mi rendo conto di aver cambiato il soggetto dalla terza plurale alla prima plurale, chiedo venia.
Se avete dei consigli sappiateci dire, penso che a breve tappezzeremo Carmignano di adesivi della radio o almeno lo faremo appena avremo un logo. Essi’. Un sogno che si realizza per noi. Abbiamo tanti progetti e speriamo di realizzarne almeno una parte. Sosteneteci, vi preghiamo.
NEL FRATTEMPO UN VECCHIO DISCO DI DE GREGORI GIRAVA NELL’IMPIANTO STEREO…
ndr: potete trovare il link a Nuova Radio Riviera Brenta qui a fianco, un po' più in basso ------------------------------>
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mercoledì 28 ottobre 2009
martedì 27 ottobre 2009
SISTEMI DI GOVERNO
FEUDALESIMO: Hai 2 mucche. Il tuo signore si prende parte del latte.
SOCIALISMO: Hai 2 mucche. Il governo le prende e le mette in una stalla insieme alle mucche di tutti gli altri.Tu devi prenderti cura di tutte le mucche. Il governo ti da solo il latte di cui hai bisogno.
FASCISMO: Hai 2 mucche. Il governo le prende entrambe.Ti assume perché te ne prenda cura, e ti vende il latte.
COMUNISMO PURO: Hai 2 mucche. I tuoi vicini ti aiutano a prendertene cura e tutti insieme vi dividete il latte.
COMUNISMO SOVIETICO: Hai 2 mucche. Tu devi prendertene cura ma il governo si prende tutto il latte.
REGIME MILITARE: Hai 2 mucche. Il governo le prende entrambe e ti arruola nell'esercito.
DEMOCRAZIA PURA: Hai 2 mucche. I tuoi vicini decidono chi si prende il latte.
DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA: Hai 2 mucche. I tuoi vicini nominano qualcuno perché decida chi si prende il latte.
DEMOCRAZIA AMERICANA: Il governo promette di darti 2 mucche se lo voti; dopo le elezioni, il presidente viene messo sotto impeachmeant per aver speculato sui "futures" bovini, la stampa lo ribattezza "cowgate".
CAPITALISMO: Hai 2 mucche. Ne vendi una e compri un toro.
ANARCHIA: Hai 2 mucche. O le vendi a un prezzo equo e convivi in pace, oppure i tuoi vicini provano ad ucciderti per prendersi le mucche.
AMBIENTALISMO: Hai 2 mucche. Il governo ti proibisce sia di mungerle che di mangiarle.
FEMMINISMO: Hai 2 mucche. Loro si sposano e adottano un vitellino.
TOTALITARISMO: Hai 2 mucche. Il governo te le ruba e nega che siano mai esistite. il latte è messo fuorilegge.
DITTATURA SOTTO WINDOWS 95/98: Hai bisogno di un po' di latte, provi a mungere una vacca, ottieni il messaggio "Errore generale di protezione al corno FFFFF, se il problema persiste contattate il fornitore di bovino" e ti si impiantano tutte e 2 le mucche. Su internet trovi che è possibile aggiornare i drivers, scaricando il file "Cow_OK.dll" di 18 mega. Dopo un paio d'ore di modem lo installi, fai partire la vacca...pardon il sistema, il quale non riconosce più le mammelle. Allora devi reinstallare tutto da capo: formatti a bastonate le vacche installi windows e a quel punto provi a mungere, e ottieni latte rancido. Abbatti le mucche e vai in vacanza all’Hotel Flameng.
SOCIALISMO BUROCRATICO: Hai 2 mucche. Il governo le prende e le mette in una stalla insieme alle mucche di tutti gli altri. A rendersi cura di loro e' un gruppo di ex allevatori di polli. Tu devi prenderti cura delle galline prese agli ex allevatori di polli. Il governo ti da' esattamente il latte e le uova di cui i regolamenti stabiliscono che hai bisogno.
DITTATURA: Hai 2 mucche. Il governo le prende entrambe e ti spara.
DEMOCRAZIA DI SINGAPORE: Hai 2 mucche. Il governo ti multa per il possesso non autorizzato di due animali da stalla in un appartamento.
DEMOCRAZIA INGLESE: Hai 2 mucche. Le nutri con cervello di pecora e loro impazziscono. Il governo non fa nulla.
BUROCRAZIA: Hai 2 mucche. All'inizio il governo stabilisce come le devi nutrire e quando le puoi mungere. Poi ti paga per non mungerle. In seguito le prende entrambe, ne uccide una, munge l'altra e ne butta via il latte. Alla fine ti costringe a riempire alcuni moduli per denunciare le mucche mancanti.
CAPITALISMO DI HONG KONG: Hai 2 mucche. Ne vendi tre alla tua società per azioni, usando le lettere di credito aperte da tuo cognato presso la banca. Poi avvii uno scambio debito azioni con un'offerta pubblica, e riesci a riprenderti tutte e quattro le mucche con uno sgravio fiscale per il mantenimento di cinque mucche. I diritti sul latte di sei mucche sono trasferiti tramite un intermediario panamense a una compagnia delle Isole Cayman di proprietà dell'azionista di maggioranza, che rivende alla tua Spa i diritti sul latte di tutte e sette le mucche. Il bilancio annuale afferma che la società è proprietaria di otto mucche, con un'opzione sull'acquisto di un'altra. Nel frattempo tu uccidi le due mucche perché il latte e' cattivo.
POLITICAL CORRECTNESS: Sei in rapporto (il concetto di "proprietà" è simbolo di un passato fallocentrico, guerrafondaio e intollerante) con due bovini di diversa età (ma altrettanto preziosi per la società) e di genere non specificato.
CONTROCULTURA: Ehi, capo... tipo che ci stanno due mucche. Oh! Devi proprio farti un tiro di 'sto latte.
INDIA Hai due mucche. Le adori.
SURREALISMO: Hai due giraffe. Il governo ti costringe a prendere lezioni di fisarmonica
SOCIALISMO: Hai 2 mucche. Il governo le prende e le mette in una stalla insieme alle mucche di tutti gli altri.Tu devi prenderti cura di tutte le mucche. Il governo ti da solo il latte di cui hai bisogno.
FASCISMO: Hai 2 mucche. Il governo le prende entrambe.Ti assume perché te ne prenda cura, e ti vende il latte.
COMUNISMO PURO: Hai 2 mucche. I tuoi vicini ti aiutano a prendertene cura e tutti insieme vi dividete il latte.
COMUNISMO SOVIETICO: Hai 2 mucche. Tu devi prendertene cura ma il governo si prende tutto il latte.
REGIME MILITARE: Hai 2 mucche. Il governo le prende entrambe e ti arruola nell'esercito.
DEMOCRAZIA PURA: Hai 2 mucche. I tuoi vicini decidono chi si prende il latte.
DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA: Hai 2 mucche. I tuoi vicini nominano qualcuno perché decida chi si prende il latte.
DEMOCRAZIA AMERICANA: Il governo promette di darti 2 mucche se lo voti; dopo le elezioni, il presidente viene messo sotto impeachmeant per aver speculato sui "futures" bovini, la stampa lo ribattezza "cowgate".
CAPITALISMO: Hai 2 mucche. Ne vendi una e compri un toro.
ANARCHIA: Hai 2 mucche. O le vendi a un prezzo equo e convivi in pace, oppure i tuoi vicini provano ad ucciderti per prendersi le mucche.
AMBIENTALISMO: Hai 2 mucche. Il governo ti proibisce sia di mungerle che di mangiarle.
FEMMINISMO: Hai 2 mucche. Loro si sposano e adottano un vitellino.
TOTALITARISMO: Hai 2 mucche. Il governo te le ruba e nega che siano mai esistite. il latte è messo fuorilegge.
DITTATURA SOTTO WINDOWS 95/98: Hai bisogno di un po' di latte, provi a mungere una vacca, ottieni il messaggio "Errore generale di protezione al corno FFFFF, se il problema persiste contattate il fornitore di bovino" e ti si impiantano tutte e 2 le mucche. Su internet trovi che è possibile aggiornare i drivers, scaricando il file "Cow_OK.dll" di 18 mega. Dopo un paio d'ore di modem lo installi, fai partire la vacca...pardon il sistema, il quale non riconosce più le mammelle. Allora devi reinstallare tutto da capo: formatti a bastonate le vacche installi windows e a quel punto provi a mungere, e ottieni latte rancido. Abbatti le mucche e vai in vacanza all’Hotel Flameng.
SOCIALISMO BUROCRATICO: Hai 2 mucche. Il governo le prende e le mette in una stalla insieme alle mucche di tutti gli altri. A rendersi cura di loro e' un gruppo di ex allevatori di polli. Tu devi prenderti cura delle galline prese agli ex allevatori di polli. Il governo ti da' esattamente il latte e le uova di cui i regolamenti stabiliscono che hai bisogno.
DITTATURA: Hai 2 mucche. Il governo le prende entrambe e ti spara.
DEMOCRAZIA DI SINGAPORE: Hai 2 mucche. Il governo ti multa per il possesso non autorizzato di due animali da stalla in un appartamento.
DEMOCRAZIA INGLESE: Hai 2 mucche. Le nutri con cervello di pecora e loro impazziscono. Il governo non fa nulla.
BUROCRAZIA: Hai 2 mucche. All'inizio il governo stabilisce come le devi nutrire e quando le puoi mungere. Poi ti paga per non mungerle. In seguito le prende entrambe, ne uccide una, munge l'altra e ne butta via il latte. Alla fine ti costringe a riempire alcuni moduli per denunciare le mucche mancanti.
CAPITALISMO DI HONG KONG: Hai 2 mucche. Ne vendi tre alla tua società per azioni, usando le lettere di credito aperte da tuo cognato presso la banca. Poi avvii uno scambio debito azioni con un'offerta pubblica, e riesci a riprenderti tutte e quattro le mucche con uno sgravio fiscale per il mantenimento di cinque mucche. I diritti sul latte di sei mucche sono trasferiti tramite un intermediario panamense a una compagnia delle Isole Cayman di proprietà dell'azionista di maggioranza, che rivende alla tua Spa i diritti sul latte di tutte e sette le mucche. Il bilancio annuale afferma che la società è proprietaria di otto mucche, con un'opzione sull'acquisto di un'altra. Nel frattempo tu uccidi le due mucche perché il latte e' cattivo.
POLITICAL CORRECTNESS: Sei in rapporto (il concetto di "proprietà" è simbolo di un passato fallocentrico, guerrafondaio e intollerante) con due bovini di diversa età (ma altrettanto preziosi per la società) e di genere non specificato.
CONTROCULTURA: Ehi, capo... tipo che ci stanno due mucche. Oh! Devi proprio farti un tiro di 'sto latte.
INDIA Hai due mucche. Le adori.
SURREALISMO: Hai due giraffe. Il governo ti costringe a prendere lezioni di fisarmonica
domenica 25 ottobre 2009
RISULTATI SECONDA GIORNATA SABATOBALILLA - le finali!
OTTAVI DI FINALE
PAOLOCAT&THOMAS VS SOSSANO C'E' 2-1
LUCA&DIEGO VS GIANGIORGIOMARIA 2-0
TRECASE VS RICH&CARBON 0-2
L'INFERNO VS THE RETANI 2-0
IL CALCIO VS A-TEAM 1-2
SPACCADIGHE VS MOZ&MONCH 1-2
ROBERTO&ARISTIDE VS FONTANIVA 2-0
THE DOPES VS VECCHIE GLORIE '83 0-2 (a tavolino per ritiro The Dopes)
QUARTI DI FINALE
PAOLOCAT&THOMAS VS LUCA&DIEGO 0-2
RICH&CARBON VS L'INFERNO 0-2
A-TEAM VS MOZ &MONCH 2-0
ROBERTO&ARISTIDE VS VECCHIE GLORIE '83 0-2
SEMIFINALI
LUCA&DIEGO VS L'INFERNO 3-0
A-TEAM VS VECCHIE GLORIE '83 3-0
FINALE 3° E 4° POSTO
L'INFERNO VS VECCHIE GLORIE '83 3-0
FINALE 1° E 2° POSTO
LUCA&DIEGO VS A-TEAM 3-0
PAOLOCAT&THOMAS VS SOSSANO C'E' 2-1
LUCA&DIEGO VS GIANGIORGIOMARIA 2-0
TRECASE VS RICH&CARBON 0-2
L'INFERNO VS THE RETANI 2-0
IL CALCIO VS A-TEAM 1-2
SPACCADIGHE VS MOZ&MONCH 1-2
ROBERTO&ARISTIDE VS FONTANIVA 2-0
THE DOPES VS VECCHIE GLORIE '83 0-2 (a tavolino per ritiro The Dopes)
QUARTI DI FINALE
PAOLOCAT&THOMAS VS LUCA&DIEGO 0-2
RICH&CARBON VS L'INFERNO 0-2
A-TEAM VS MOZ &MONCH 2-0
ROBERTO&ARISTIDE VS VECCHIE GLORIE '83 0-2
SEMIFINALI
LUCA&DIEGO VS L'INFERNO 3-0
A-TEAM VS VECCHIE GLORIE '83 3-0
FINALE 3° E 4° POSTO
L'INFERNO VS VECCHIE GLORIE '83 3-0
FINALE 1° E 2° POSTO
LUCA&DIEGO VS A-TEAM 3-0
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